Come lavoriamo

Procedura di segnalazione Grazie a Stop-It, gli utenti delle rete possono segnalare materiale pedopornografico incontrato casualmente in rete. La procedura è garantita da determinati standard di qualità, in accordo con le stituzioni, le forze dell’ordine e con la rete INHOPE.

Identificazione delle vittime Stop-It promuove strategie investigative che mettono al centro il minore abusato, sostenendo il supporto psicologico e la protezione verso futuri abusi.

Prevenzione Stop-It si occupa anche di prevenzione, grazie a diverse attività di sensibilizzazione rivolte non solo ai ragazzi, ma anche ai genitori, alla scuola e alle industrie che producono tecnologie.

Procedura di segnalazione

Stop-It offre agli utenti la possibilità di segnalare, attraverso questo sito:

1. la presenza di materiale pedopornografico in rete (siti, pagine web, spazi liberi su portali, ecc.);

2. episodi di utilizzo della rete al fine di diffondere e distribuire materiale pedopornografico (chat, newsgroup, e-mail indesiderate (spam), programmi di file sharing, etc.).

L’attività di Stop-It segue specifici standard di qualità, che si attengono alle best practices stabilite dalla rete europea INHOPE e ai protocolli operativi concordati con le forze dell’ordine.

Stop-It segue e implementa le Linee Guida per le attività delle ONG in materia di monitoraggio di siti pedopornografici: documento prodotto e diffuso dal Comitato di Garanzia Internet e Minori presso il Ministero delle Comunicazioni (Febbraio 2005). Le linee guida prevedono che le organizzazioni debbano inviare le segnalazioni alla Polizia “senza verificare in nessun modo il contenuto del sito e senza scaricare il materiale in esso contenuto”.

Le segnalazioni che arrivano a Stop-It, vengono trasmesse al Centro Nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet - CNCPO avendo cura di mantenere l’anonimato del segnalante.

Il CNCPO – istituito dalla Legge 38/2006 – fa capo al Ministero dell’Interno ed è gestito dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni. Tra le attività di sua competenza il Centro raccoglie e gestisce (soprattutto in termini investigativi) tutte le segnalazioni di materiale pedopornografico presente in rete inviate direttamente dagli utenti e dalle associazioni che mettono a disposizione un analogo servizio di segnalazione.

Stop-It si configura come un canale non-istituzionale, supplementare a quello che viene offerto dalle Forze dell’Ordine e, come tale, non effettua ricerca pro-attiva di materiale pedopornografico, attività è espressamente vietata nel nostro paese. La verifica e la ricerca attiva del materiale potrebbe, infatti, sovrapporsi ad eventuali attività investigative della Polizia, nonché aumentare indirettamente, la domanda di tali contenuti all’interno dei principali motori di ricerca su Internet. Per quanto riguarda il trattamento dei dati personali, Stop-It ha adottato una politica interna in linea con il nuovo codice contenuto nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Data la peculiarità delle informazioni trattate da Stop-It, l’adozione di tale politica è stata a suo tempo preceduta da diversi incontri presso l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Identificazione delle vittime

“È indispensabile non fermarsi all’individuazione dei siti pedo-pornografici, ma anche ricercare e rintracciare i bambini coinvolti, al fine di valutare la loro evoluzione psicologica, valutarne il danno. È indispensabile non fermarsi al diritto alla tutela, alla protezione, alla minaccia del mondo esterno, ma è ora di pensare, riflettere, sostenere, riconoscere il diritto del bambino abusato anche a una sua terapia, per proteggerlo dalle minacce del suo mondo interno. E questo per prevenire che i bambini oggi abusati siano gli adulti abusanti o psicopatologici o problematici di domani.” (F. Montecchi)

Save the Children da anni è impegnata nel promuovere iniziative a sostegno dell’identificazione dei minori vittime di abuso per la produzione di materiale pedopornografico.

Pochissimi dei minori presenti nelle immagini e nei video pedopornografici, infatti, vengono identificati, nonostante le stesse immagini offrano prove incontestabili dell’abuso subito. La banca dati dell’INTERPOL, una delle realtà più significative, che a livello internazionale operano al fine di contrastare il fenomeno, contiene più di 500.000 immagini e video pedopornografici; dal 2001, anno in cui è stato creato il database, meno di 900 minori sono stati identificati e messi sotto protezione.

Il fatto che così pochi minori siano stati identificati, è espressione di una minore attenzione alle vittime abusate da parte di chi contrasta questo tipo di crimine. Negli anni gli sforzi maggiori sono stati rivolti, infatti, allo smantellamento delle reti di commercializzazione e diffusione delle immagini, ossia all’individuazione dei produttori e fruitori delle immagini stesse, e solo in parte nella direzione dell’identificazione dei bambini o degli adolescenti presenti nelle immagini o nei video.

Inoltre, varie ricerche dimostrano come le vittime, quando identificate, lo siano state spesso attraverso l’utilizzo di metodologie investigative di volta in volta diverse, senza seguire precise strategie di indagine, e questo perché il personale di polizia spesso non dispone del mandato e dell’assistenza e degli strumenti adeguati per lavorare in questo ambito. Ecco perché Save the Children chiede una maggiore attenzione e politiche chiare in merito all’identificazione delle vittime di pedopornografia, finalizzate a stabilire mandati chiari per le forze dell’ordine e strategie di intervento efficaci. Il problema, tuttavia, è prima culturale che politico: spostare il focus sull’identificazione delle vittime vuol dire assumere una prospettiva centrata sul minore e non più solo sull’abusante (sia esso produttore, fruitore, etc.). Assumere una prospettiva incentrata sul minore vuol dire per prima cosa capire che l’identificazione dei bambini e degli adolescenti coinvolti, rappresenta non solo un impegno morale, e quindi un’attività primaria, ma, soprattutto, che risulta scarsamente efficace se non supportata da azioni rivolte a garantire alla vittima il supporto necessario per superare l’abuso subito e la protezione verso futuri abusi. Questo non vuol dire abbandonare le strategie per investigare le complesse reti internazionali che si nascondono dietro al fenomeno, la sfida anzi è conciliare le due prospettive.

Prevenzione

Parte del fenomeno della pedopornografia su Internet è slegato dagli aspetti commerciali e di profitto che spesso riempiono i giornali. Si tratta di attività attraverso le quali il potenziale abusante cerca di mettersi in contatto con i minori, attraverso social networks, chat, forum, blog, giochi online, etc.. La prevenzione, in quest’ambito, ha davvero un ruolo chiave.

Stop-it, in sinergia con il progetto EASY, prevede diverse attività preventive:

Per maggiori informazioni scrivi a stop-it@savethechildren.it